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Intervista dott. Marco Cravesana

novembre 3, 2010

L’Università Cattolica di Milano in data 22 Ottobre 2010,ha avuto la fortuna di porter ospitare dott. Marco Cravesana,che ha condiviso la sua esperienza con le Family Business e in particolar modo con il distretto orafo di Valenza del quale si sta occupando.

Il dott. Cravesana si occupa di M&A e in base a questo li abbiamo rivolte alcune domande:

-Diffidenza iniziale al cambiamento e a rivolgersi a un consulente esterno,nelle imprese di famiglia.

-Internazionalizzazione,il contributo che può dare un esperto di M&A.

-L’innovazione è sempre possibile anche nei settori apparentemente fermi?

Economy 03/12/2009 (n.a.) N.50 – 9 DICEMBRE 2009 p.31- IL BREVETTO? A DOPPIO TAGLIO

gennaio 13, 2010

I dati sembrano non lasciare dubbi: nelle classifiche europee delle aziende che investono in ricerca e sviluppo, quelle italiane rappresentano il fanalino di coda. «Ma attenzione» avverte Claudio Devecchi, amministratore unico del Cerif , il centro di ricerca sulle imprese di famiglia che fa capo ad Asam-Università Cattolica di Milano, «queste classifiche non considerano le aziende che fanno innovazione in modo sommerso. E sono tante, specie tra le Pmi». Cosa significa esattamente fare innovazione sommersa? Significa fare ricerca, innovare all’interno dell’azienda, ma senza ricorrere alla collaborazione di centri di ricerca universitari o nazionali e senza registrare un brevetto. È un fenomeno diffuso, anche se difficile da censire. Quali sono i fattori che spingono le aziende ad agire in questo modo? In parte la cultura dell’imparo facendo, tipica delle nostre piccole e medie imprese, e in parte il fatto che depositare un brevetto costa molto e protegge solo in parte l’azienda da eventuali copiature. In che senso? Nel senso che quando si deposita un brevetto l’oggetto o il prodotto in questione deve essere descritto in tutte le sue parti. Il concorrente può visionare la documentazione presentando richiesta all’ufficio brevetti e basta cambiare poche cose per evitare seccature legali. È un po’ come se il brevetto stesso diventasse la ricetta per fare copiare i competitor. Ecco perché, specie le aziende che operano nel segmento business to business, come quelle che realizzano macchinari, preferiscono evitare i brevetti e tenersi tutto in casa. In quali altri settori è diffusa l’innovazione sommersa? In quello dell’information technology con in testa le software house, ma anche nel settore dell’arredamento, dell’alimentare e in tutto quello che viene definito come agribusiness. Questo modo di operare è un vantaggio o uno svantaggio? Un vantaggio. Basti dire che le nostre aziende sono tra le poche a imporsi sui mercati internazionali con una strategia di nicchia. Il 99,9% delle imprese che hanno fatto innovazione, anche se sommersa, è sul mercato e non soffre la crisi.


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