Archivio per la categoria ‘successione’

L’IMPRESA DI FAMIGLIA POLIFORM E IL SUO MOTTO: FIDUCIA NEI GIOVANI EREDI!

luglio 8, 2011

Poliform, fondata nel 1970 come evoluzione di un’impresa artigiana nata nel 1942, è oggi una realtà industriale tra le più significative del settore dell’arredamento internazionale.
L’azienda familiare, giunta oggi alla III° generazione, ha fatto della continua ricerca della qualità la propria missione. Così facendo è riuscita a rinnovare le proprie proposte per interpretare sempre meglio gli stili di vita e i trend contemporanei, dimostrando una profonda capacità di cogliere le esigenze e i gusti di un pubblico sempre più eterogeneo ed internazionale.

Poliform ha saputo valorizzare e dare continuità alla propria realtà familiare con l’inserimento della III° generazione della famiglia e l’obiettivo che oggi si propone è quello di conservare anche in futuro questa dimensione familiare, rendendola l’espressione di una famiglia  il cui legame con l’azienda non è mai disgiunto dalla propria vita, dalle proprie passioni e aspirazioni.

Per garantire la continuità dell’attività aziendale e familiare dunque, è fondamentale nutrire fiducia nei giovani eredi della famiglia, così che possano inserirsi in azienda e apprendere dai familiari, e da quanti diano loro l’esempio, come adempiere al meglio al proprio ruolo, per conquistarsi sul campo le vittorie aziendali.

Giovanni Anzani, CEO di Poliform e rappresentante della II° generazione della famiglia, dichiara che quest’ultima, sulla scia di quanto fatto dai fondatori, sta affrontando il nuovo passaggio generazionale, credendo fortemente nelle capacità che hanno i giovani figli e i nipoti, che un giorno saranno chiamati a prendere le redini dell’impresa di famiglia per svilupparla ulteriormente.

Porte aperte dunque ai  giovani rappresentanti della famiglia, i quali stanno dimostrando di essere animati dalla stessa grinta e passione dei propri genitori e, ancor prima, di quella dei nonni.

In Poliform, particolare attenzione si rivolge alla trasmissione dei valori aziendali e familiari, che si riassumono e si manifestano nella volontà di svolgere al meglio la propria attività, lasciandosi guidare dalla ricerca continua dell’eccellenza, la quale, come testimonia Giovanni Anzani, premia.

Per competere con successo nel mercato globale sempre più complesso e competitivo infatti, non è sufficiente impegnarsi profondamente nello svolgere il proprio lavoro, infondere in questo passione e motivazione, bensì occorre orientarsi alla ricerca, all’innovazione e lasciarsi guidare dalla creatività, insita in ognuno di noi e che attende solo di manifestarsi.

Ricerca, innovazione e creatività sono le tre parole chiave che dovrebbero guidare il pensiero e l’attività dell’imprenditore contemporaneo  in azienda, per aiutarlo a individuare nuove soluzioni, combinazioni, creazioni, e modalità operative per rinnovare la propria attività imprenditoriale.

Questo rinnovamento può anche essere promosso e diretto dai giovani eredi della famiglia, i quali grazie all’apertura mentale, all’inventiva e alle nuove competenze di cui sono portatori possono riuscire a individuare nuovi orizzonti in cui addentrarsi e nuove tendenze da seguire per sviluppare e far crescere efficacemente la propria impresa di famiglia.

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE TRA INNOVAZIONE E CREATIVITA’.

giugno 27, 2011

Nel momento in cui in un’impresa di famiglia si decide di favorire l’inserimento dei propri figli si riproduce una situazione di confronto generazionale, che si concretizza in diversi modi di agire e di pensare.

Da un lato la generazione precedente, orientata al fare e incline ad agire in modo tradizionale e dall’altro le giovani leve, cresciute a “pane e tecnologia”, che desiderano portare nell’impresa di famiglia una ventata di innovazione, rinnovando il classico modo di fare business attraverso nuove tecnologie e modalità di vendita e comunicazione assolutamente all’avanguardia.

In una situazione di questo tipo, il conflitto generazionale trova terreno fertile per svilupparsi e manifestarsi con visioni contrastanti tra i diversi modi di fare impresa, rischiando di creare tensioni aziendali e familiari pericolose.

Ciò che conta dunque è prendere consapevolezza di questa situazione per prepararsi a fronteggiarla adeguatamente, dando spazio a un confronto costruttivo.

Quando le diverse generazioni si comprendono reciprocamente e si coordinano sinergicamente sboccia un’opportunità unica per cambiare le regole del gioco e far eccellere la propria family business rispetto a quelle concorrenti, ancora legate al “continuamo ad agire come abbiamo sempre fatto”.

Un caso di successo è testimoniato da Berto Salotti, di cui il giovane rappresentante della famiglia, il Dott. Filippo Berto, se ne fa portavoce nel video seguente.                                                 

Filippo Berto ha dimostrato che è un bene per la sopravvivenza e lo sviluppo aziendale reinventare la strategia innovando e realizzando il cambiamento.

Nel 2000 attraverso Internet, Berto Salotti inizia la sperimentazione di una nuova forma di comunicazione  aziendale più attenta e diretta al cliente.

Con Filippo Berto si apre nell’azienda di famiglia una nuova era esplorativa, volta a sfruttare le innumerevoli possibilità della comunicazione web.

Berto Salotti raggiunge così una visibilità travolgente, presentandosi come il primo esempio italiano di corporate blog nell’arredamento con il primo canale video online su You Tube e la vetrina su E-bay.

Berto Salotti progetta, produce e vende direttamente divani, divani letto, chester, poltrone, letti imbottiti.

Qualità, Eleganza e Comfort  sono le parole chiave della Berto Salotti, che dal 1974 a oggi, si impegna per garantire una gamma completa di prodotti di arredamento di alta qualità e dal comfort eccellente.

Berto Salotti ha saputo sfruttare l’inserimento della  nuova generazione come un’opportunità di rinnovamento e oggi guarda con fiducia al futuro.

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE DALLA A ALLA Z. TUTTO QUELLO CHE E’ NECESSARIO CONOSCERE PER ACCETTARLO E AFFRONTARLO CON SUCCESSO.

marzo 28, 2011

Giovedì 24 Marzo 2011 si è svolto  presso l’Hotel Litta Palace di Lainate, il convegno: “Il passaggio generazionale dalla A alla Z. Tutto quello che è necessario conoscere per accettarlo e affrontarlo con successo”.

Il convegno progettato e organizzato in collaborazione con l’Associazione ILAS, ha visto, nel corso della mattinata, un susseguirsi di relatori eccellenti, che hanno saputo intrattenere, con interventi di indiscusso interesse, un pubblico costituito da autorità, imprenditori di famiglia, professionisti e giornalisti.

Sono 80.000 gli imprenditori italiani che ogni anno sono coinvolti nel passaggio generazionale.

Per motivi anagrafici in Italia la generazione di imprenditori che si è affermata nell’immediato dopo guerra si trova a non poter più eludere il confronto con il momento del passaggio delle consegne, infatti il 53% delle imprese di famiglia ha imprenditori al vertice con più di 60 anni di età.

Per l’imprenditore molto spesso è la scelta dell’erede a costituire un vero problema, in quanto l’imprenditore vive con la propria impresa un rapporto generativo e ciò può portarlo a  credere che la sua figura sia insostituibile.

Gestire efficacemente e pianificare per tempo il passaggio generazionale significa viverlo come un processo che permette agli eredi di formarsi, acquisire competenze, personalità e motivazioni adeguate al ruolo che li aspetterà nell’azienda di famiglia.

L’imprenditore dovrebbe interrogarsi in merito al proprio erede, facendo attenzione a non forzare il passaggio generazionale bensì a cogliere e a comprendere quali sono le inclinazioni e gli interessi che il/la proprio/a figlio/a nutre nei confronti dell’azienda di famiglia. Talvolta sono i differenti valori radicati nelle diverse generazioni che fanno affiorare incomprensioni e difficoltà durante questo momento. Ciò va compreso e affrontato con consapevolezza e razionalità, dal momento che i valori mutano e si rinnovano implacabili, proprio come è inesorabile lo scorrere del tempo.

Nel processo successorio il risvolto psicologico riveste un’importanza notevole, sia per l’imprenditore, che si deve confrontare con il dopo, sia per gli eredi, che devono essere aiutati ad affrontare quello che può essere l’onere o l’onore della successione o della sua condivisione.

Il 50% delle imprese familiari scompare alla seconda generazione, mentre il 15% supera la terza.

Un passaggio generazionale di successo dalla II alla III generazione è testimoniato dall’impresa COLORGRAF di Lainate, in questa sede rappresentata da una brillante esponente della terza generazione che è orgogliosa di far parte dell’impresa di famiglia.

L’amore per il proprio lavoro, unito alla passione, alla voglia di fare e al desiderio di riuscire a centrare l’obiettivo prefissato, accomuna tutti gli imprenditori di famiglia e ciò si traduce in energia positiva che si diffonde in tutta l’azienda, attraverso un coinvolgente lampo che spicca nei loro occhi.

La Sig.ra Anna Nevoli è un’imprenditrice di famiglia, la cui grinta e determinazione la rendono unica nel suo genere.

I figli della Sig.ra Anna Nevoli nutrono immensa stima e fiducia nella madre e l’hanno sempre identificata come un modello da imitare.

Un ringraziamento particolare al Dott. Alberto Landonio, Sindaco della città di Lainate, che ha aperto i lavori valorizzando la ricchezza della realtà imprenditoriale radicata in Lainate.

Al Dott. Paolo Casoni, Presidente dell’Associazione ILAS, che ha focalizzato l’attenzione dei presenti sull’eccellenza di cui le imprese di famiglia sono portatrici e sull’importanza che rivestono per incidenza sul PIL nazionale.

Al Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF, Presidente e Direttore Scientifico di ASAM, il quale ha accesso i riflettori sulla pianificazione e la gestione del processo successorio, proponendo un intervento dal titolo “L’impresa di famiglia e l’orologio della successione. Come e quando pianificare e gestire il processo successorio”.

Alla coppia costituita dal Sig.Corrado Chiaveri e dal figlio, Ing. Riccardo Chiaveri, rappresentanti di ABA  e a quella formata dal Sig. Eugenio Leoni e dal proprio figlio, Dott. Marco Leoni, rappresentanti rispettivamente di STUDIO LEONI e di BETAM IT. Entrambe le coppie hanno portato la propria testimonianza aziendale su come hanno e stanno affrontando il passaggio generazionale.

Al Sig. Marcello Belotti, rappresentante dell’impresa di famiglia SPEDISERVICE (GRUPPO ANNA), il quale ha spiegato ai partecipanti come si è svolto il proprio passaggio generazionale.

Nel corso delle testimonianze di vita aziendale, gli sguardi, i sorrisi e le parole che padri e figli vicendevolmente si sono scambiati hanno messo in evidenza quanto le emozioni incidano e talvolta complichino i rapporti nell’impresa di famiglia.

Uno speciale ringraziamento al Dott. Massimo Maccan, Ceo di JULIUS BAER FIDUCIARIA s.r.l., il quale ha presentato con chiarezza quali sono gli strumenti a supporto del passaggio generazionale. L’intervento ha suscitato un forte interesse tra i partecipanti.

Grazie al Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF al quale è stata affidata la presentazione dell’Associazione CERIF. Egli si è focalizzato sull’importanza di disporre di un osservatorio di eccellenza per le imprese famiglia, capace di studiarle e analizzarle per supportarle durante il loro sviluppo.

LA SUCCESSIONE GENERAZIONALE

marzo 1, 2011

Tra le problematiche peculiari del Family Business la successione generazionale ricopre importanza primaria.

E’ senz’altro una delle criticità più discussa e presente nella letteratura.

Questo evento destabilizzante gli equilibri, spesso precari, esistenti tra famiglia e impresa può costituire, da un lato, una formidabile opportunità di rivitalizzazione e di rilancio dello sviluppo aziendale, ma anche, dall’altro lato, una fonte di difficoltà cruciali per le sorti dell’impresa.

La sfida cui tutte le imprese familiari sono, prima o poi, coinvolte consiste nel cogliere le opportunità e nel difendersi dalle difficoltà proprie di ogni processo successorio, in modo tale da garantire il ricambio generazionale e la continuità dell’impresa di famiglia.

La successione aziendale può essere affrontata secondo modalità di gestione differenti per grado di conflittualità, per probabilità di successo, per durata, per grado di predeterminazione e di pianificazione.

Il processo successorio dovrebbe essere adeguatamente pianificato, seguendo un approccio razionale di analisi dei fattori condizionanti e di scelta della strategia successoria.

Occorre pianificare il delicato processo della successione, utilizzare gli strumenti idonei, valutare bene tempi e fasi, individuare gli attori chiave che assicurino il successo sperato, individuare e risolvere i fattori condizionanti o limitanti la successione.

Nel momento in cui il fondatore decide di inserire i propri figli in azienda si riproduce una situazione d’inevitabile confronto tra generazioni che si concretizza nei diversi modi di agire e pensare, che può dar luogo a un rinnovamento della formula imprenditoriale.

I figli degli imprenditori di famiglia che desiderano entrare in azienda devono impegnarsi, studiare con determinazione e cercare di apprendere  con molta umiltà il mestiere da chi li ha preceduti, al fine di fare tutto il possibile per essere all’altezza della situazione al loro ingresso.

Quando ha luogo il passaggio generazionale oltre che l’azienda, passa da una generazione all’altra, la credibilità, la capacità e il nome della famiglia: i successori devono essere all’altezza delle responsabilità.

Chi dirigerà l’impresa avrà una responsabilità ulteriore a quelle sopra descritte: mantenere alta la reputazione della famiglia che nelle generazioni precedenti è stato sinonimo di qualità e garanzia.

Simona  Leggeri rappresenta la IV° generazione dell’impresa di famiglia Leggeri.

L’impresa di famiglia ha sede a Seriate (BG) e lavora da piu’ di cento anni nel settore dell’edilizia, facendosi promotrice di idee ed iniziative pionieristiche ed innovative: si è avvalsa spesso della collaborazione di architetti di fama internazionale e di artisti contemporanei, creando quella particolare simbiosi che le ha permesso di concepire opere architettoniche uniche e non stereotipate.

ELEMENTI DI CRITICITA’ DELLE FAMILY BUSINESS ANCHE CON RIGUARDO ALLE ESIGENZE DI SOSTENIBILITA’ DEI LORO ASSETTI PROPRIETARI

febbraio 25, 2011

Mercoledì, 23 Febbraio 2011 si è tenuto il convegno “Elementi di criticità delle Family Business anche con riguardo alle esigenze di sostenibilità dei loro assetti proprietari”, presso la Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il convegno, organizzato dall’Associazione CERIF,  in linea con lo stile della casa si è concentrato sulle problematiche e le opportunità che le Family Business devono percepire, comprendere e gestire per evolvere nel miglior modo.

Il Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Amministratore Unico di CERIF e Direttore Scientifico di ASAM, ha aperto i lavori dando il benvenuto agli imprenditori di famiglia e ai professionisti presenti in sala.

A seguire il Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF, ha portato all’attenzione dei presenti l’Associazione CERIF, che riunisce le imprese di famiglia e si configura come un qualificato punto di riferimento per gli imprenditori e gli operatori di questo settore dell’economia italiana.

La presentazione della freschissima ricerca “Problemi, criticità e prospettive dell’impresa di famiglia” (Dicembre 2010), tenuta dal Prof. Claudio Devecchi, ha suscitato un grandissimo interesse da parte dei presenti, i quali hanno ascoltato attenti, appuntandosi dati e contenuti inediti su cui riflettere.

La ricerca ha messo in luce le criticità che le imprese di famiglia italiane hanno percepito e che si trovano ad affrontare con consapevolezza.

Tra i problemi emersi come maggiormente percepiti: il “Rinnovamento della formula imprenditoriale”, rilevato dal 75% del campione intervistato, la “Gestione della successione e della continuazione”, riscontrato come un problema rilevante per il 50% degli intervistati, la “(Ri)Organizzazione dell’assetto societario”, considerato altamente problematico per l’83% dei partecipanti alla ricerca e il “Rischio sistemico”, che per il 92% degli imprenditori di famiglia è un problema da affrontare.

In particolare il “Rischio sistemico”, percepito come allarmante dal 92% del campione intervistato, rappresenta il rischio correlato all’andamento generale del settore, o del comparto di appartenenza; affrontarlo significa prendere consapevolezza dell’esistenza del problema e svolgere costantemente un monitoraggio dei fattori esterni che influenzano l’impresa.

Un ringraziamento particolare ai relatori presenti, i quali con i loro interventi hanno portato la propria testimonianza di vita aziendale e professionale, che ha permesso ai partecipanti di riflettere e confrontarsi sulle tematiche che quotidianamente si vivono nell’impresa di famiglia.

Un caro ringraziamento al Sig. Giovanni Anzani, Ceo di POLIFORM, alla Dott.ssa Simona Leggeri rappresentante dell’impresa di famiglia LEGGERI e al Dott. Marco Zucconi in rappresentanza della ZUCCONI & C.

E’ stato un convegno ricco di contenuti e anche portavoce di un forte messaggio di incoraggiamento per il futuro delle imprese familiari italiane.

Infatti, in occasione della tavola rotonda “Quale futuro per le imprese familiari italiane?”, è stato possibile, per i presenti in sala, arricchirsi di preziosi consigli al fine di indirizzare al meglio il futuro sviluppo dell’impresa di famiglia.

La tavola rotonda è stata moderata dal brillante Roberto Bonzio, giornalista Reuters e autore del progetto multimediale Italiani di Frontiera, e ha visto la partecipazione dell’imprenditore Dott. Filippo Berto, giovane rappresentante dell’impresa di famiglia BERTO SALOTTI e di professionisti di elevato standing come il Dott. Marco Cravesana, partner di EQUITY & CHALLENGE, e il Dott. Marco Moreschi, Direttore Generale della BANCA CENTROPADANA di CREDITO COOPERATIVO di Lodi.

Un sentito ringraziamento al Prof. Sergio De Angeli, già Ordinario di Economia delle Aziende di Credito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Senior Consultant CERIF, che ha contributo con impegno e collaborazione alla buona riuscita del convegno.

Grazie agli imprenditori e ai professionisti che hanno assistito al convegno e che entusiasti e orgogliosi di rappresentare la propria impresa di famiglia hanno portato la loro testimonianza aziendale in un’esclusiva intervista.          

          

                                      

Luxottica:passaggio generazionale

novembre 12, 2010

Il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, prepara la successione per garantire la stabilità del gruppo e tutelare nel contempo, tra gli eredi, i tre figli che oggi sono ancora minorenni. Sei figli, avuti in tre stagioni diverse della vita, ma trattati tutti alla pari: già oggi infatti Delfin, la società di diritto lussemburghese che controlla Luxottica con una quota del 67,7%, è divisa in parti uguali (16,38%) tra Claudio (53 anni), Marisa (52 anni) Paola (50), Leonardo Maria (15 anni), Luca (9) e Clemente (7 anni). I figli erediteranno un portafoglio che comprende anche il 27% di Fonciere des Regions, il 4,3% di MolMed, l’1,9% di Generali e poco meno dell’1% di Unicredit. Ma il gioiello è Luxottica, che anche nell’ultima semestrale ha registrato una crescita a due cifre di utile e fatturato. La successione passa per un riassetto di Delfin con la nascita della fondazione Delfin I, secondo quanto emerso da quesito sottoposto alla Consob per verificare un eventuale obbligo di opa, al quale la Commissione ha dato risposta negando che si profili l’ipotesi di lanciare un’offerta su Luxottica.

tratto da il Messaggero

Questa vicenda da l’idea di come non vada sottovalutata la succesione,il passaggio generazionale va pianificato per non farsi cogliere impreparati.
Cerif,centro di ricerca sulle imprese di famiglia,tratta in modo continuo le criticità del passaggio generazionale,in quanto uno dei suoi obiettivi è quello di far cultura su questo tema caldo,la cui pianificazione puntuale e nei tempi è essenziale per assicurare un passaggio di consegne di successo.
L’impegno di Cerif si concretizza nei progetti intrapresi,fra cui la Commissione Tecnica Permanente sul passaggio generazionale,e le pubblicazioni che compaiono continuamente sulle più importanti testate giornalistiche.
Il nostro centro di ricerca può vantare uno dei più grandi esperti italiani in materia, il Professor Claudio Devecchi, ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica di Milano.

E’ NECESSARIO IL SALTO DIMENSIONALE PER SOPRAVVIVERE

febbraio 5, 2010
 

Il rapporto Devecchi (Cerif-Cattolica): è necessario il salto dimensionale per sopravvivere

Nelle imprese di famiglia italiane serve un salto di qualità soprattutto dimensionale: non è più tempo di nanismi Una su due ha già reagito, cambia la governance: più spazio agli esterni

 

MILANO – Il maggiore problema delle imprese familiari italiane nel 2009? Il calo di fatturato e di redditività del loro settore di appartenenza. La risposta è meno banale di quanto possa apparire. Il dato, emerso da una ricerca dal Cerif (Centro ricerca sulle imprese di famiglia dell’Università Cattolica) innesca due problemi ancora più complessi: la scarsa redditività (segnalata dal 50% del campione) è sinonimo di futuro incerto e mette gli imprenditori davanti al dilemma di vendere l’azienda di famiglia. Ma il calo del giro d’affari rende anche meno appetibile l’impresa all’ingresso di nuovi soci. Il tutto crea un circolo vizioso che potrebbe portare all’avvitamento «mortale» per un numero considerevole di pmi.
Gli ingredienti per scampare a un’inesorabile parabola di declino sono abbastanza noti: innovazione, ricerca, sviluppo, internazionalizzazione delle imprese. Ma in quanti sono in grado di attuare simili contromisure? «In pochi – afferma Claudio Devecchi, amministratore unico di Cerif -. Infatti nelle imprese di famiglia italiane serve un salto di qualità soprattutto dimensionale: non è più tempo di nanismi. Un’impresa su due ne ha preso consapevolezza: per essere competitivi con le nazioni emergenti servono prodotti complessi e innovativi e per investire in ricerca e sviluppo servono capitali che le nostre piccole imprese, stremate dalla crisi, non hanno più».
Spesso però in passato l’innovazione delle pmi è rimasta sommersa e poco rintracciabile nei bilanci. Ecco perché, malgrado i pochi investimenti dichiarati, i marchi italiani sono spesso risultati tra i più innovativi. «Ma adesso il contesto è cambiato – osserva Devecchi – la ricerca ci dice che circola poco denaro e quindi in Italia si fa quasi esclusivamente innovazione di processo, per cercare di risparmiare costi di gestione. C’è poca innovazione di prodotto che serve a rilanciare la competitività. Ma per farlo servono realtà molto più grandi, frutto di accorpamenti, fusioni o svolte rivoluzionarie. Come fare? Magari trasformando un intero distretto in una spa composta da tutte le imprese che ne fanno parte. Sarebbe un colosso capace di competere su tutti i mercati del mondo».
Altra misura auspicata dagli imprenditori interpellati dal campione (il 48%) è quella di una minore pressione fiscale, magari ottenuta detassando gli utili investiti in ricerca e sviluppo. «In condizioni di economia normale si può accettare un forte prelievo fiscale, ma adesso risulta troppo alto. La detassazione degli utili sarebbe una buona misura ma a patto che gli imprenditori mettano definitivamente da parte una certa propensione all’evasione fiscale». Resta il nodo del passaggio generazionale. «Che però oggi è meno difficile che in passato – segnala Devecchi -. Anzi, sempre più spesso si registrano casi virtuosi di passaggio generazionale con le giovani leve che più dei padri hanno il coraggio di aprire il capitale all’ingresso di nuovi soci e puntare a quella crescita dimensionale che ormai è diventata lotta per la sopravvivenza».

Fonte “Il Corriere della sera” 02/02/2010

Isodoro Trovato

Innovativo Seminario: come gestire l’arrivo della nuova generazione in azienda?

maggio 17, 2009

L’associazione CERIF, CEntro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica di Milano è lieta di proporre un evento speciale intitolato l’ “Arrivo della Nuova Generazione. L’impatto sulle persone e sul business.”

Sarà possibile partecipare a questo speciale corso che si terrà nell’ Autunno 2009, ancora in data da definirsi, presso l’agriturismo “La Tavola Rotonda” a Cortemaggiore (PC); una full immersion di tre giorni organizzata per favorire un’analisi approfondita della propria impresa, esaminare il tema delicato della gestione del passaggio generazionale ed offrire soluzioni a questo complesso processo familiare in un ambiente suggestivo.

Il corso è rivolto agli imprenditori delle imprese familiari italiane e ai rappresentanti della nuova generazione (figli/e, nipoti, stretti collaboratori non familiari), in coppia.

Sarà presente il Prof. Claudio Devecchi, prof. ord. di Programmazione e Controllo (Università Cattolica di Milano) nonché Amministratore Unico di CERIF, il dott. Massimo Lodi Responsabile del servizio di Family Business UBI Banca Scarl, il dott. Ferruccio Cicogna Direttore Divisione Imprese ASAM, il dott. Giuseppe Arcamone Responsabile Formazione ASAM, la dott.ssa Evi Crotti psicologa e grafologa e il dott. Alberto Magni medico e grafologo dello Studio Crotti-Magni.

Aggiornamento area eventi

dicembre 4, 2008

Cari lettori,

vi informo che è stata aggiornata l’area eventi del Blog CERIF.

Troverete la documentazione relativa all’evento che abbiamo organizzato presso il CFP “G. Terragni” di Meda (MI) il 21 novembre scorso, insieme all’APA Confartigianato di Milano – Gruppo Giovani e alla Città di Meda.

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QUALCHE RINGRAZIAMENTO

Colgo qui l’occasione per ringraziare l’amico Filippo Berto che mi ha aiutato in prima persona nell’organizzazione della serata e senza il quale non saremmo riusciti ad ottenere questo risultato. Un ringraziamento particolare anche al Sindaco di Meda Giorgio Taveggia e all’Assessore Stefano Avallone.

Inoltre, i ringraziamenti vanno anche a Domenico Zambetti, Assessore all’Artigianato e servizi della Regione Lombardia, a Luigi Ponti, Assessore della Provincia di Milano – Attuazione della Provincia Monza e Brianza, e alla BCC di Barlassina, in particolare nella figura di Maria Luisa Meroni e Francesco Roveda.

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Ci sono i presupposti perchè questo “contatto” sia il primo di molti altri …

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi futuri.

L’università incontra le imprese

novembre 12, 2008

Cari amici,

siete tutti invitati il giorno 21 novembre p.v. all’evento che l’Associazione CERIF, insieme alla Città di Meda e ad APA Confartigianato di Milano (Sezione Giovani) sta organizzando presso il Centro di Formazione Professionale “G. Terragni”, in Via Tre Venezie, 63 a Meda (MI).

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La registrazione inizierà alle ore 18:00 (fino alle 18:30) e la serata si concluderà alle 20:30 con un buffet offerto dalla BCC Barlassina.

L’evento sarà patrocinato dalla Regione Lombardia (Assessorato Artigianato e Servizi) e dalla Provincia di Milano (Progetto Monza Brianza)

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… i soggetti che scenderanno in campo sono numerosi e tutti di primo piano, quindi si prospetta una serata interessante! Noi almeno ci siamo dati da fare per raggiungere tale obiettivo.

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Vi aspettiamo numerosi!

Scarica la brochure

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