Archivio per la categoria ‘successione’

Il Professor Devecchi e l’ “Orologio della successione”

maggio 3, 2012

“Da dove veniamo”

Ogni anno 60 mila imprenditori sono coinvolti nel passaggio generazionale. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, i piccoli imprenditori italiani contribuendo alla ricostruzione del Paese, in un ventennio hanno sviluppato le loro attività artigianali in imprese e industrie.  Le 4 milioni di imprese familiari che stimiamo essere presenti oggi nel tessuto economico del Paese hanno  dunque origine da questa evoluzione.  Dalla fine degli anni ’90 ad oggi sono iniziati i passaggi generazionali che però, negli ultimi 5 anni, laddove non sono andati a buon fine, sfociando in cessazioni di azienda o liquidazioni volontarie hanno procurato un danno emergente pari a 60 miliardi di euro. Preparare Bene il momento della successione è diventato ormai una vera urgenza.

Come affrontare la successione

Aiutare gli imprenditori a svolgere la successione in maniera anticipata è necessario tenendo presente che per 4 volte nel suo ciclo di vita, l’azienda familiare “cambia pelle” in termini di processi,  strumenti e nuove criticità. Da qui e dalle variabili che incidono sul processo del passaggio generazionale è da analizzare questo fenomeno. La successione diventa un punto di forza se ci si arriva in maniera anticipata, se si colloca bene la propria azienda nel suo ciclo di vita, se si tiene sempre viva la business history familiare. Fondamentale è dare spazio al giovane che entra in azienda. In un contesto di costante processo di internazionalizzazione l’azienda deve saper allargare la sua formula imprenditoriale e dare in mano a questi ragazzi settori nuovi con potenzialità di business davvero importanti.

Nodi da scogliere in casa. Benetton: la strada è tracciata. Caprotti: ci siamo quasi?

maggio 3, 2012

Alessandro Benetton  ha da poco assunto la guida del gruppo veneto e, a 48 anni di età, dopo 8 anni passati da vicepresidente e dopo aver dimostrato con la la “21 investimenti” di essere un vero imprenditore, ha sottolineato più volte il senso della discontinuità come opportunità lanciando la sfida di reinventare le aziende perché avere rispetto della propria azienda di famiglia significa modificarla.

Il discorso in casa Benetton non è tuttavia concluso. La famiglia ha infatti il ruolo di regista mentre la gestione è affidata ai manager. Ai possibili avvicendamenti e al possibile ringiovanimento nelle posizioni manageriali della holding del gruppo saranno dedicate le prossime decisioni strategiche senza dimenticare che la seconda generazione Benetton è formata da 14 persone: tempo e attenzione per la parte proprietaria dell’azienda e per adeguarsi di adeguate strutture aziendali.

In casa Caprotti la questione è più complessa sebbene in via di definizione. Il patron, Bernardo ha promosso un collegio arbitrale per risolvere il nodo del controllo di Esselunga e definire un contrasto con i due figli maggiori: Giuseppe e Violetta che si strascina orami da molti anni. Le modalità adottate da Bernardo per trasmettere l’eredità ai figli sono a cessione della nuda proprietà delle azioni (intestate ad una fiduciaria) con usufrutto al padre. Il caso si complica poiché i figli sono nati da matrimoni diversi con i primi che hanno lavorato a lungo in azienda partecipandone alla creazione del valore.

Il passaggio della sola nuda proprietà con riserva di usufrutto è uno strumento molto usato dalle imprese ma è una scelta non definitiva e incompleta. Mette in luce una peculiarità delle imprese di famiglia coinvolte in questa situazione: la volontà di continuare a contare nelle decisioni strategiche aziendali si scontra con l’opportunità e convenienza di spingere i propri giovani alla guida del gruppo. Spesso significa quindi non andare fino in fondo nel passaggio generazionale.

Bombassei, Del Vecchio, Moratti, Benetton, Squinzi: come passano il testimone le principali famiglie imprenditoriali?

maggio 2, 2012

La prima generazione dei pionieri del Nordest e delle grandi famiglie italiane che hanno creato grandi gruppi, ha ormai lasciato il timone o è in procinto di farlo. Da Ferrero a Squinzi, da Chiesi a Merloni, da Bombassei a Moratti, da Del Vecchio a Benetton, tutti sono alle prese con un passaggio generazionale che segna la fine di un’epoca, quella della quasi totale identificazione delle aziende con le famiglie e i territori. Ad uscire di scena sono infatti i padri fondatori del capitalismo familiare italiano.

Quando il numero dei “giocatori” conta: inserimento e trasferimento della cultura familiare

marzo 31, 2012


A margine di una tavola rotonda tra imprenditori del Family Business, Tommaso Brindani, Sales Manager e membro della famiglia ANNONI S.p.A, ci ha concesso una breve intervista.

Il gruppo Annoni (composto da Annoni S.p.A e Ugo Annoni S.p.A) opera nel settore della macellazione e della lavorazione della carne suina vantando un’esperienza trentennale e nel settore della stagionatura dei prosciutti crudi con una tradizione di circa cinquant’anni.  Oggi vanta uno stabilimento di 27900 mq, con un impegno di personale pari a circa: 100 operatori specializzati interni; 100 operatori specializzati di cooperative esterne; 12 impiegati amministrativi; 4 tecnici che compongono il gruppo Qualità. In una realtà di tali dimensioni e in cui nelle funzioni dirigenziali troviamo tre nuclei familiari, il tema dell’inserimento dei familiari in azienda e del trasferimento della cultura familiare è cruciale: a questo proposito Tommaso Brindani condivide con noi il suo credo e i valori di Annoni SpA.

Considerando il numero molto elevato di componenti della famiglia inseriti in azienda, quali sono le difficoltà che avete dovuto affrontare?  Nello specifico, il numero elevato secondo Lei, può mettere a rischio il trasferimento della cultura aziendale? Come identifica il peso della cultura aziendale all’interno della Sua impresa familiare?

“Le domande da voi poste  mi spingono a cercare con cura le parole in quanto il processo d’integrazione dei familiari all’interno dell’azienda deve ancora completarsi. Cercherò quindi di rispondere mettendo in luce ciò che finora ho vissuto. Penso che non esista un approccio standard all’ingresso di nuovi familiari all’interno dell’azienda e non ci devono essere, in quanto ogni realtà merita una diversa soluzione, una risposta fatta su misura. Dico questo tenendo bene in mente ciò che ho capito da quando lavoro all’interno di questa realtà. Un’azienda non ha bisogno di una famiglia per poter funzionare correttamente ma di un insieme di persone ben organizzate. Questo pensiero ritengo che sia davvero importante per chi dovrà entrare in azienda.  Questa idea è stato il fulcro su cui la mia azienda ha gestito l’ingresso in azienda di chi faceva parte della famiglia. La domanda che nasce spontanea e la difficoltà maggiore quando si deve fare entrare un familiare in azienda è: “cosa dovrà fare questa persona in azienda e come potrà contribuire al suo sviluppo?”

Nel nostro caso, ad ogni persona entrata in azienda, non è stato riservato un posto particolare anzi. È stata messa di fronte alla possibilità di dimostrare le proprie qualità e quale fosse il posto meritato. Ognuno di noi ha iniziato con un lavoro di poca responsabilità e ad ognuno è stata data la possibilità di dimostrare il proprio valore, lasciando comunque una discreta libertà nell’intraprendere un percorso all’interno dell’azienda al fine d’ottenere dei risultati che rispecchiassero le qualità di ognuno. Quindi, l’assegnazione di un ruolo ai nuovi entrati è stata la cosa che maggiormente ha messo in difficoltà la nostra famiglia. L’ingresso di nuovi e numerosi familiari può compromettere il trasferimento della cultura aziendale. La volontà e il desiderio di chi entra in azienda di dare il proprio contributo, portando novità e cambiamenti, è un elemento che può essere dannoso per l’azienda. Per quanto mi riguarda, la voglia di imparare e l’umiltà hanno caratterizzato il mio percorso all’interno dell’ambiente di lavoro e ciò mi ha permesso di avere molte possibilità nell’intraprendere delle scelte e nel fare ciò che personalmente ritenevo più idoneo per le mie capacità. Sono stato molto attento a non modificare gli equilibri che mi sono trovato di fronte, ho lavorato e mi sono impegnato al fine di guadagnare la fiducia delle persone con cui lavoravo e solo quando mi sono reso conto di avere il rispetto dei miei collaboratori, ho preso delle decisioni ed ho apportato dei cambiamenti. Sono entrato in azienda, ho osservato e cercato di capire in che modo la mia famiglia faceva funzionare il tutto e solo quando mi sono sentito in sintonia con l’ambiente e le persone con cui lavoravo ho iniziato a sentirmi parte dell’azienda ed in grado di prendere delle decisioni. La cultura aziendale va capita, si deve farla propria e non la si deve modificare. Se un’azienda è sana e funziona bene, tutto ciò che caratterizza la cultura aziendale va salvaguardata perché costituisce ciò che identifica maggiormente un’azienda e ciò che la rende unica. All’interno della mia impresa di famiglia, ritengo che ci sia una cultura radicata da chi ha fondato l’impresa che è molto sentita da chi ne fa parte. Tutti noi siamo fieri e condividiamo quei valori che fino ad ora hanno permesso all’azienda di svilupparsi e migliorare costantemente.

Dott.ssa Villa: il passaggio generazionale in Erbolario

novembre 21, 2011

L’erbolario, nata a Lodi nel 1978, da piccolo laboratorio artigianale diventa in pochi anni, grazie a un poderoso passaparola, un’azienda rinomata a livello internazionale. Oggi ha 150 dipendenti, 57 agenti, 5 mila punti vendita e 100 franchising monomarca. Questa grande struttura odierna nasce dal grande amore per il semplice e dalla volontà di rendere la bellezza un bene accessibile a chiunque mantenendo negli anni l’impegno a non sperimentare i prodotti finiti sugli animali e rimanendo sempre un prodotto 100% made in Italy e al fianco della sostenibilità ambientale.

Casa Vinicola Zonin: un’eccellenza nel panorama vinicolo italiano

novembre 17, 2011

La famiglia Zonin ha origini radicate nel Veneto a Gambellara, un paese del vicentino circondato da vigneti. L’azienda, presieduta dal Cavaliere Gianni Zonin è giunta alla settima generazione ,contraddistinata sempre dal paradigma l’innovazione nella tradizione, è un punto di riferimento per il settore vinicolo in Italia. Oggi è la prima azienda italiana per estensione di superficie vitata tenendo fede al principio “ogni regione la sua tradizione, ogni regione il suo vino” e, valorizzando il vino di qualità made in Italy, cerca di fare cultura.

Francesco Zonin, Vicepresidente assieme al fratello Domenico della Casa Vinicola, è pienamente convinto che tra consumatore e produttore debba esserci un rapporto diretto per questo quando può segue personalmente le visite nelle tenute e, come in quest’occasione parla del suo mondo con grande passione confessando che “chi mette piede nel mondo del vino difficilmente ne esce perchè è troppo coinvolgente e pieno di fascino”.

FAMILY BUSINESS SUCCESSION PLANNING

novembre 14, 2011

A good way to manage at best the intergeneration transition and avoid monetary losses is follow three levels to a business-succession plan: management, ownership and minimizing transfer taxes.

About management, if the business will rest in the hands of the next generation and key employees, the clients must take steps to trust on this new people. So, generally is very important a gradual transfer of roles and responsibilities to the successors. In this way they will have the time to grow into their new position and customers have got the possibility to know them and relyontheir professionalism.

Ownership is the second level and concern two aspects: the first one is how to treat all of the children equally and the second one is when to give up the control to the children receiving the business.

The last element is minimizing transfer taxes and is important overall for business owners with big estates. They can use sophisticated strategies with little or no gift wax such as installment sales to a trust, private annuities and self-cancelling installment notes. An instrument to help succession in this area is the life insurance. The business owner can also use this instrument as an estate equalizer for the inactive children in firm and can also provide the children receiving the business with necessary liquidity for them to pay estate taxes.

Once completed according to these steps, the succession plan will can provide stability and peace to business owner and key employees, personal satisfaction to family members and possible new opportunities to the business itself.

LE POTENZIALITA’ DEL TRUST NEL PASSAGGIO GENERAZIONALE DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA

ottobre 21, 2011

Giuseppe Violetta, TEP (Trust and Estate Practitioner), laurea in economia aziendale e Master in fiscalità internazionale. Ha lavorato presso lo studio legale e tributario associato a Deloitte in Milano e ha conseguito l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista. Ha proseguito operando diversi anni all’estero nella consulenza agli high net worth individuals. Dal 2009 è responsabile della trust company del Gruppo Argos. E’ socio dell’Associazione Il Trust In Italia.

Argos è un gruppo societario che si occupa di wealth administration, attraverso la società fiduciaria statica, il broker assicurativo nel Private Insurance, la trust company e la società di consulenza aziendale/ corporate finance. Per maggiori informazioni: www.argosgroup.it

LA VOCE DEI COMMERCIALISTI DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA

settembre 23, 2011

Gli imprenditori di famiglia si rivolgono ai propri fidati Commercialisti, per affrontare problemi legati, per esempio, alla (ri)organizzazione dell’assetto societario dell’azienda di famiglia, alla gestione del patrimonio aziendale e familiare,  al  passaggio generazionale e anche alle problematiche fiscali.

Spesso il legame che si instaura tra imprenditori e Commercialisti si rafforza negli anni; talvolta la generazione che subentra alla precedente tende a mantenere con il Commercialista di famiglia un rapporto collaborativo e di fiducia.

Come è risaputo dai professionisti d’impresa, un conto è operare con le Family Business, la cui governance è fortemente influenzata dalle emozioni familiari dei suoi membri e dalla commistione del patrimonio e, un altro, è invece operare per imprese che di famiglia non sono.

Il Seminario “La giornata del Family Business”, esclusivamente dedicato alle aziende che hanno un assetto proprietario di tipo familiare, ha permesso ai professionisti di riflettere a lungo sulle peculiarità specifiche di questa tipologia aziendale e di comprendere come la ricerca e lo sviluppo di conoscenza innovativa, focalizzata sulle imprese di famiglia appunto, e prodotta dall’Associazione CERIF, costituisca uno strumento di comprensione e analisi aziendale fondamentale.

“La giornata del Family Business” si è configurato come un ricco momento riflessivo, nel corso del quale i Commercialisti hanno confermato all’Associazione CERIF che operare con le imprese di famiglia è un arduo compito, soprattutto quando si tratta di assistere l’imprenditore nella pianificazione della crescita aziendale o nella gestione del passaggio generazionale.

Molti sono i Commercialisti che, in veste di fidati consiglieri, si sono trovati a suggerire al fondatore dell’impresa di famiglia di lasciare che il proprio figlio muovesse  i primi passi non nell’azienda di famiglia bensì in un’altra, al fine di far comprendere a quest’ultimo com’è il mondo del lavoro, fuori dal contesto familiare, per così dire “protetto”; oppure per evitare che favorire il suo ingresso in azienda significasse andare contro le sue  inclinazioni e quindi innescare dinamiche fallimentari per il business di famiglia.

Saremmo lieti che i Commercialisti, che stanno leggendo questo post, possano condividere con noi e con i colleghi la propria esperienza professionale, per riflettere insieme su temi focali e destinati ad avere un peso sempre maggiore in futuro.  Si ricordi che l’80% del totale delle imprese è a conduzione familiare e che quindi parlare e confrontarsi su questo tema è fortemente significativo.

Un Commercialista ha affermato: “Le mie esperienze nelle imprese di famiglia hanno tutte una costante: c’è un problema forte di incapacità di esercitare la delega da parte della prima generazione verso la seconda o della seconda verso la terza; ciò è legato a un passaggio generazionale, apparentemente accettato, ma mai effettivamente perfezionato. L’imprenditore non riesce a comprendere che pianificare e monitorare il processo successorio è la prima cosa da fare per salvaguardare la continuità aziendale. Non si può aspettare di pianificare la successione o di affrontare altre criticità, quando si è in una situazione di emergenza, in cui manca la lucidità necessaria per affrontarle. Bisogna fare cultura per sensibilizzare l’imprenditore a pianificare il passaggio generazionale, ne è stata fatta, ma non abbastanza

Siete d’accordo? Parliamone.

Quali sono a Vostro avviso le criticità che più frequentemente un Commercialista deve affrontare quando si rapporta con le imprese di famiglia?

Si tratta forse della commistione del patrimonio familiare e aziendale oppure sono le accese e irruenti discussioni, che si scatenano in azienda, legate al diverso modo di vedere e fare business tra i familiari, che complicano per il Commercialista assistere un’impresa di famiglia?

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia


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