Archivio per la categoria ‘inserimento manager’

Quando il numero dei “giocatori” conta: inserimento e trasferimento della cultura familiare

marzo 31, 2012


A margine di una tavola rotonda tra imprenditori del Family Business, Tommaso Brindani, Sales Manager e membro della famiglia ANNONI S.p.A, ci ha concesso una breve intervista.

Il gruppo Annoni (composto da Annoni S.p.A e Ugo Annoni S.p.A) opera nel settore della macellazione e della lavorazione della carne suina vantando un’esperienza trentennale e nel settore della stagionatura dei prosciutti crudi con una tradizione di circa cinquant’anni.  Oggi vanta uno stabilimento di 27900 mq, con un impegno di personale pari a circa: 100 operatori specializzati interni; 100 operatori specializzati di cooperative esterne; 12 impiegati amministrativi; 4 tecnici che compongono il gruppo Qualità. In una realtà di tali dimensioni e in cui nelle funzioni dirigenziali troviamo tre nuclei familiari, il tema dell’inserimento dei familiari in azienda e del trasferimento della cultura familiare è cruciale: a questo proposito Tommaso Brindani condivide con noi il suo credo e i valori di Annoni SpA.

Considerando il numero molto elevato di componenti della famiglia inseriti in azienda, quali sono le difficoltà che avete dovuto affrontare?  Nello specifico, il numero elevato secondo Lei, può mettere a rischio il trasferimento della cultura aziendale? Come identifica il peso della cultura aziendale all’interno della Sua impresa familiare?

“Le domande da voi poste  mi spingono a cercare con cura le parole in quanto il processo d’integrazione dei familiari all’interno dell’azienda deve ancora completarsi. Cercherò quindi di rispondere mettendo in luce ciò che finora ho vissuto. Penso che non esista un approccio standard all’ingresso di nuovi familiari all’interno dell’azienda e non ci devono essere, in quanto ogni realtà merita una diversa soluzione, una risposta fatta su misura. Dico questo tenendo bene in mente ciò che ho capito da quando lavoro all’interno di questa realtà. Un’azienda non ha bisogno di una famiglia per poter funzionare correttamente ma di un insieme di persone ben organizzate. Questo pensiero ritengo che sia davvero importante per chi dovrà entrare in azienda.  Questa idea è stato il fulcro su cui la mia azienda ha gestito l’ingresso in azienda di chi faceva parte della famiglia. La domanda che nasce spontanea e la difficoltà maggiore quando si deve fare entrare un familiare in azienda è: “cosa dovrà fare questa persona in azienda e come potrà contribuire al suo sviluppo?”

Nel nostro caso, ad ogni persona entrata in azienda, non è stato riservato un posto particolare anzi. È stata messa di fronte alla possibilità di dimostrare le proprie qualità e quale fosse il posto meritato. Ognuno di noi ha iniziato con un lavoro di poca responsabilità e ad ognuno è stata data la possibilità di dimostrare il proprio valore, lasciando comunque una discreta libertà nell’intraprendere un percorso all’interno dell’azienda al fine d’ottenere dei risultati che rispecchiassero le qualità di ognuno. Quindi, l’assegnazione di un ruolo ai nuovi entrati è stata la cosa che maggiormente ha messo in difficoltà la nostra famiglia. L’ingresso di nuovi e numerosi familiari può compromettere il trasferimento della cultura aziendale. La volontà e il desiderio di chi entra in azienda di dare il proprio contributo, portando novità e cambiamenti, è un elemento che può essere dannoso per l’azienda. Per quanto mi riguarda, la voglia di imparare e l’umiltà hanno caratterizzato il mio percorso all’interno dell’ambiente di lavoro e ciò mi ha permesso di avere molte possibilità nell’intraprendere delle scelte e nel fare ciò che personalmente ritenevo più idoneo per le mie capacità. Sono stato molto attento a non modificare gli equilibri che mi sono trovato di fronte, ho lavorato e mi sono impegnato al fine di guadagnare la fiducia delle persone con cui lavoravo e solo quando mi sono reso conto di avere il rispetto dei miei collaboratori, ho preso delle decisioni ed ho apportato dei cambiamenti. Sono entrato in azienda, ho osservato e cercato di capire in che modo la mia famiglia faceva funzionare il tutto e solo quando mi sono sentito in sintonia con l’ambiente e le persone con cui lavoravo ho iniziato a sentirmi parte dell’azienda ed in grado di prendere delle decisioni. La cultura aziendale va capita, si deve farla propria e non la si deve modificare. Se un’azienda è sana e funziona bene, tutto ciò che caratterizza la cultura aziendale va salvaguardata perché costituisce ciò che identifica maggiormente un’azienda e ciò che la rende unica. All’interno della mia impresa di famiglia, ritengo che ci sia una cultura radicata da chi ha fondato l’impresa che è molto sentita da chi ne fa parte. Tutti noi siamo fieri e condividiamo quei valori che fino ad ora hanno permesso all’azienda di svilupparsi e migliorare costantemente.

Casa Vinicola Zonin: un’eccellenza nel panorama vinicolo italiano

novembre 17, 2011

La famiglia Zonin ha origini radicate nel Veneto a Gambellara, un paese del vicentino circondato da vigneti. L’azienda, presieduta dal Cavaliere Gianni Zonin è giunta alla settima generazione ,contraddistinata sempre dal paradigma l’innovazione nella tradizione, è un punto di riferimento per il settore vinicolo in Italia. Oggi è la prima azienda italiana per estensione di superficie vitata tenendo fede al principio “ogni regione la sua tradizione, ogni regione il suo vino” e, valorizzando il vino di qualità made in Italy, cerca di fare cultura.

Francesco Zonin, Vicepresidente assieme al fratello Domenico della Casa Vinicola, è pienamente convinto che tra consumatore e produttore debba esserci un rapporto diretto per questo quando può segue personalmente le visite nelle tenute e, come in quest’occasione parla del suo mondo con grande passione confessando che “chi mette piede nel mondo del vino difficilmente ne esce perchè è troppo coinvolgente e pieno di fascino”.

DISTILLERIA NARDINI: una storia bicentenaria

novembre 15, 2011

Grapperia al Ponte by F. Zonta  

 

Fondata nel 1779 a Bassano del Grappa, Nardini ha saputo mantenere, nel corso degli anni, un ruolo di primo piano nel mercato nazionale legando in modo inscindibile il suo nome a quello della grappa.  Attualmente l’Azienda affronta una nuova fase di comunicazione orientata a divulgare, attraverso un linguaggio moderno, un mondo emotivo fatto di saperi antichi, tradizione e respiro internazionale. L’azienda rilegge infatti in chiave contemporanea i valori tipicamente italiani di autenticità, passione e straordinaria qualità proponendo una rinnovata immagine capace di coniugare fra loro tradizione e rinnovamento.

“Innovare nel segno della tradizione”, questo l’obiettivo di Nardini, da sempre leader nel mercato italiano delle grappe di qualità.  

Dottor Giuseppe Nardini, siete all’ottavo passaggio generazionale, una vera rarità nel panorama delle imprese di famiglia: come avete gestito questi passaggi? Quali le criticità?

Nella nostra storia bicentenaria, c’è stato un periodo molto lungo in cui le donne venivano liquidate per non allargare troppo la compagine sociale; negli ultimi decenni abbiamo aperto la possibilità di entrata in azienda anche a loro e, fino alla mia generazione non abbiamo mai avuto particolari problemi.

Negli ultimi anni però, essendosi allargata la compagine sociale alla nuova generazione, rappresentata da  quattro giovani, abbiamo valutato che soluzione adottare per gestire al meglio il prossimo passaggio generazionale. Dopo incontri e consulenze abbiamo deciso di adottare lo strumento dei Patti di Famiglia intesi come regole morali e vincolanti per tenere unito il capitale e organizzare l’ingresso dei futuri dirigenti. Qui abbiamo stabilito regole per le quote facendo in modo che rimangano sempre in mano alla famiglia e inserendo dei requisiti per chi vuole intraprendere la carriera direttiva e gestionale: la laurea, un’esperienza lavorativa in un’altra azienda e la conoscenza di una lingua straniera per garantire un minimo di competenza.

Nell’arco dei duecento anni di storia, i valori aziendali si sono dispersi?

No, anzi, con mio grande piacere ho constatato che nei giovani che lavorano con me si è molto accentuato il senso di responsabilità nei confronti dei valori che i nostri avi ci hanno tramandato.

Come avete fronteggiato la crisi? Avete mai pensato di aprire a capitali esteri o delocalizzare la produzione all’estero per crescere ?

Il periodo di crisi è stato affrontato con il continuo ammodernamento degli impianti per la produzione e distribuzione del prodotto e da un anno abbiamo deciso di sviluppare l’aspetto della comunicazione e di marketing. Sono sempre stato a favore di un’azienda ben capitalizzata ma possibilmente sempre con capitale proprio per mantenere più unito il nucelo familiare attorno all’azienda così come siamo contrari a prospettive di delocalizzazione anch perché il nostro prodotto è tipicamente italiano ed è bene che rimanga prodotto in Italia.

Foto a cura di G. Basilico e F. Zonta       www.nardini.it

 

 

COLUSSI E GALBUSERA: due strategie di business differenti per la…colazione

novembre 14, 2011

Le famiglie Colussi e Galbusera, messe a confronto da Roberta Scagliarini sul Corriere Economia del 24 ottobre 2011, rivelano le loro differenti strategie nel mercato dei biscotti.

La prima ha un approccio globale per il futuro ed è aperta verso l’estero attraverso alleanze e fusioni. A detta di Angelo Colussi, un grosso limite delle imprese di famiglia risulta essere la mentalità chiusa, l’assenza di visione strategica e l’eccesso di individualismo, per cui le aziende italiane, invece di proporsi all’estero, rischiano sempre di più di diventare prede dei fondi di investimento stranieri.

Il gruppo Colussi, nel giro di pochi anni, si è trasformato attraverso acquisizioni, ha incrementato sempre di più le esportazioni eha come prospettiva futura la ricerca di alleanze a livello continentale per mantenere fede all’approccio di Colussi: “Non ci interessa solo il mercato italiano, ci interessa il mondo”.

L’azienda è passata attraverso una ristrutturazione proprietaria inquanto,dal 2000, è nelle mani di un solo ramo della famiglia sotto forma di un’accomandita che raccoglie il presidente e i tre figli maggiorenni che stanno entrando a far parte dell’azienda sia nel consiglio di amministrazione che in funzioni aziendali diverse.

Galbusera invece, ha un approccio molto più legato al mercato nazionale e, per quanto riguarda la proprietà dell’azienda, si identifica completamente con la famiglia Galbusera che ha già passato le quote aziendali dai fondatori Mario ed Enea ai quattro figli maschi di cui uno, deceduto prematuramente, ha lasciato in dote la sua quota alla moglie e i due figli:primi rappresentanti della quarta generazione.

Sono in programma investimenti per ridurre i costi di produzione, per migliorare i processi produttivi e preservare un risultato in linea con quello dell’anno precedente aumentando i listini prezzi. A livello manageriale i Galbusera sono alla ricerca di nuovi manager.

Le due famiglie, guidate dalla terza generazione, sono quindi in forte competizione nel mercato di nicchia dei biscotti con due strategie differenti: l’una orientata verso l’estero con alleanze e fusioni, l’altra radicata in Valtellina.

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

settembre 21, 2011

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 16 Settembre 2011 – Le imprese di famiglia in Italia costituiscono l’80% del totale delle imprese e si stimano a 2.400.000. Lo studio sul Family Business, muove dalla considerazione che  l’incidenza delle imprese di famiglia sul PIL totale delle imprese, equivalente a circa il 22,5 del PIL, può essere stimata con una percentuale vicina al 70%; le Family Business si rivelano così un potenziale di ricchezza economico estremamente significativo.

E’ fondamentale comprendere a fondo le dinamiche del Family Business, i suoi punti di forza e le sue criticità, in vista della continuità nel tempo del business familiare, tramandandolo di generazione in generazione. Da queste riflessioni il Seminario “La giornata del Family Business” trova la propria “raison d’être” e si crea il sodalizio tra l’Associazione CERIF e i professionisti d’impresa, con l’ODCEC in prima linea.

Il Prof. Claudio Devecchi, accompagnato nel Seminario da imprenditori ed esperti d’eccezione, ha condotto i partecipanti  in un affascinante percorso (in)formativo, volto alla scoperta delle dinamiche e delle peculiarità che caratterizzano le imprese di famiglia, un patrimonio da valorizzare, difendere e coltivare di generazione in generazione, impegnandosi a  superare con successo la grande sfida del passaggio generazionale

L’Osservatorio sulle imprese di famiglia – CERIF -, come il Direttore Operativo, Stefano Devecchi Bellini, ha illustrato alla platea: “dal 2005 a questa parte, si occupa di osservare, studiare e supportare le imprese di famiglia, in particolare di piccole e medie dimensioni e quindi il 90% del totale delle imprese attive. CERIF fa della ricerca la punta di diamante della propria attività e genera continuamente conoscenza innovativa da condividere con imprenditori, professionisti ed accademici in occasione di attività di formazione, come “La giornata del Family Business”.

Nel corso del Seminario “La giornata del Family Business”, grazie a Luciano Gittardi, portatore di una consolidata esperienza come consulente presso aziende di famiglia, e al General Manager Operations del Gruppo Zucchetti, Antonio Grioli, ci si è soffermati sulle problematiche e le opportunità che l’inserimento del manager porta con sé. Nel momento in cui il fondatore, o la generazione successiva, comprende di non riuscire più a presidiare il business è costretto a operare una completa revisione della propria struttura di vertice e inserire un manager esterno, capace di comprendere e gestire un maggior numero di informazioni, meccanismi di controllo interno sofisticati e, altrettanto complessi, strumenti di budgeting e reporting.

Come ha spiegato la Prof.ssa Fabiana Gatti, “Famiglia” e “Impresa di famiglia” sono due sistemi, legati da una dipendenza vicendevole, e tali che ogni modifica in uno di essi causa inevitabilmente il cambiamento dell’altro. Occorre osservare e approfondire le dinamiche che si sviluppano in seno all’impresa di famiglia, soprattutto laddove si stia pianificando o realizzando un passaggio generazionale o l’inserimento di un manager esterno alla famiglia, al fine di sviluppare uno shared dream, ossia un sogno condiviso sul Family Business, dove la divergenza non solo è accettabile ma addirittura va ricercata.

Nell’impresa di famiglia Berto Salotti il divario generazionale si è dimostrato una fonte di nuove opportunità e l’esperienza di successo illustrata dal suo Amministratore Delegato, Filippo Berto, nel corso del Seminario, ha messo in evidenza come le differenze, legate al divario generazionale, non sono state concepite come una “patologia tout court” da eliminare, bensì come un’opportunità da cogliere grazie all’introduzione del web e del digital marketing.                  

I partecipanti del Seminario “La giornata del Family Business” hanno avuto modo di approfondire e capire le potezialità di questa nuova modalità di comunicazione grazie a due cultori della materia: la Digital Strategist Paola Peretti e il Docente di Marketing dell’Università Cattolica Giovanni Covassi.

Alla luce di quanto sopracitato, il passaggio generazionale deve essere dunque trattato, attraverso un approccio olistico, ossia multi disciplinare, considerando tutti gli aspetti su cui influisce, che sono quelli psicologici, economici, legali, fiscali, organizzativi e civilistici. Massimo Lodi di UBI Trustee ha presentato nella sua relazione gli strumenti che possono essere adottati per realizzare un passaggio generazionale efficiente.

Lodi ha puntato i riflettori sull’importanza che riveste la gestione del passaggio generazionale, dato che le imprese che affrontano annualmente il problema sono circa 60.000. Affrontare questo processo significa anche discutere della gestione e dell’utilizzo del patrimonio familiare ed aziendale e nel Seminario ciò è stato fatto con Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

Un ulteriore approfondimento legato al miglioramento della gestione finanziaria nell’impresa di famiglia è stato condotto da Rossano Ruggeri, Amministratore Delegato di Argos. Nei passaggi generazionali, oltre al business, al patrimonio e alle relazioni da gestire e salvaguardare, subentra, con le suddivisioni ereditarie e le programmazioni successorie, una nuova categoria di asset class, su cui fare attenzione: l’arte. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth, nel corso del suo intervento ha illuminato gli imprenditori, in possesso di patrimoni artistici di indiscusso valore, e i professionisti, spesso chiamati dai propri clienti per proteggere, e valorizzare beni artistici, su come grazie all’intervento di un attore super partes, è possibile conoscere il valore reale delle opere possedute ed aumentarne il grado di liquidità.

Talvolta passare il testimone o pianificare l’inserimento di un familiare nell’impresa di famiglia, significa mutare il proprio modello di business o ridefinire l’assetto organizzativo dell’impresa.

Nella giornata dedicata al Family Business, tre illustri imprenditori di famiglia, quali Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei, Eugenio Aringhieri, Ceo del Gruppo Dompè, e Giacomo Ponti, Direttore Generale della Family Business Ponti, hanno mostrato come l’internazionalizzazione costituisca, soprattutto per le imprese vocate al Made in Italy, un’occasione di business irrinunciabile, capace di incrementare significativamente il fatturato.

Un caloroso ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti, che sono stati protagonisti e attori di un momento formativo di grande spessore, volto a valorizzare e a celebrare il Family Business.

SEMINARIO DEDICATO ALLE FAMILY BUSINESS

agosto 5, 2011

 CERIFCentro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

&

ODCEC – Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

di Milano

 

PRESENTANO

 

Venerdì, 16 Settembre 2011

 

LA GIORNATA DEL FAMILY BUSINESS

 

Aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,

Largo Gemelli, 1

 

Ore 9.00 - Registrazione dei partecipanti.

Ore 9.30 – Saluto di benvenuto.

  • a cura dell’Associazione CERIF,

Prof. Claudio Devecchi, Ordinario di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Amministratore Unico di CERIF; Presidente e Direttore Scientifico di ASAM.

  • a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano,

Dott. Johannes Guigard, Consigliere Delegato ODCEC di Milano;

Dott. Flavio Paternò, Presidente della Commissione Microimprese ODCEC di Milano.

Ore 9.45 – Il Family Business e il Centro di Ricerca CERIF ad esso dedicato,

Dott. Stefano Devecchi Bellini, Direttore Operativo di CERIF.

Ore 10.00 – L’alfabeto aziendale delle Family Business,

Prof. Claudio Devecchi.

Ore 11.00 – Le dinamiche psicologiche nel Family Business: analisi e gestione delle relazioni e della comunicazione all’interno dell’impresa di famiglia,

Fabiana Gatti, Psicologa; Ricercatrice e Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ore 11.45 – L’inserimento del manager nell’impresa di famiglia,        

Ing. Luciano Gittardi, esperto di Family Business;

Dott. Antonio Grioli, General Manager Operations di Zucchetti, accompagnato da un rappresentante dell’impresa di famiglia.

Ore 12.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 12.45 – Intervallo.  

Ore 14.30 – Tavoli di lavoro aziendali.

Coordinatore:

Prof. Stefano Cordero di Montezemolo, Direttore Family Business Department presso la European School of Economics.

Il passaggio generazionale e le sue implicazioni:

  • Gli strumenti per la gestione del passaggio generazionale,                                                       

Dott. Massimo Lodi, Consigliere d’Amministrazione UBI Trustee S.A.

  • La separazione tra patrimonio familiare e aziendale,

Dott. Wolfram Mrowetz, Amministratore Delegato di Alisei SIM.

  • La perizia e la certificazione in una logica di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico,

Dott. Edoardo Didero, Amministratore Delegato di ArtNetWorth.

Ore 15.30- L’internazionalizzazione nell’impresa di famiglia:

  • Il processo di internazionalizzazione nell’impresa di famiglia,

Dott.ssa Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei.

  • Il piano export e la scelta del responsabile del progetto operativo,

Dott. Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

  • L’internazionalizzazione di un’impresa vocata al Made in Italy,

Dott. Giacomo Ponti, Direttore Generale dell’impresa di famiglia Ponti.

Ore 16.30 – Come migliorare la gestione finanziaria nell’impresa di famiglia,

Dott. Rossano Ruggeri di Argos Fiduciaria e Dott. Alessandro Pacchioni di Levante Group.

Ore 17.30 – La capacità di rinnovamento nell’impresa di famiglia tra innovazione e comunicazione,

Prof.ssa Paola Peretti, Digital Strategist.

Dott. Filippo Berto, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia Berto Salotti.

Prof. Giovanni Covassi, Esperto di Marketing e Web Marketing.

Ore 18.30 – Spazio riservato alle domande dei partecipanti.

Ore 18.45 – Conclusioni,

Prof. Claudio Devecchi.

 

La partecipazione è gratuita.

Per perfezionare l’iscrizione è necessario:

inviare una e-mail all’indirizzo cerif@unicatt.it.

 

Associazione CERIF

Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia

Innovativo Seminario: come gestire l’arrivo della nuova generazione in azienda?

maggio 17, 2009

L’associazione CERIF, CEntro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia dell’Università Cattolica di Milano è lieta di proporre un evento speciale intitolato l’ “Arrivo della Nuova Generazione. L’impatto sulle persone e sul business.”

Sarà possibile partecipare a questo speciale corso che si terrà nell’ Autunno 2009, ancora in data da definirsi, presso l’agriturismo “La Tavola Rotonda” a Cortemaggiore (PC); una full immersion di tre giorni organizzata per favorire un’analisi approfondita della propria impresa, esaminare il tema delicato della gestione del passaggio generazionale ed offrire soluzioni a questo complesso processo familiare in un ambiente suggestivo.

Il corso è rivolto agli imprenditori delle imprese familiari italiane e ai rappresentanti della nuova generazione (figli/e, nipoti, stretti collaboratori non familiari), in coppia.

Sarà presente il Prof. Claudio Devecchi, prof. ord. di Programmazione e Controllo (Università Cattolica di Milano) nonché Amministratore Unico di CERIF, il dott. Massimo Lodi Responsabile del servizio di Family Business UBI Banca Scarl, il dott. Ferruccio Cicogna Direttore Divisione Imprese ASAM, il dott. Giuseppe Arcamone Responsabile Formazione ASAM, la dott.ssa Evi Crotti psicologa e grafologa e il dott. Alberto Magni medico e grafologo dello Studio Crotti-Magni.

Bell’incontro in Assolombarda.

marzo 17, 2008

Si è svolto mercoledì scorso a Milano l’incontro sul tema

“Il transfert generazionale: business history e cultura familiare”

a cui ha partecipato un piccolo gruppo di imprenditori di prima, seconda e terza generazione.

La “mappa delle criticità” costruita insieme ai presenti, ha subito raggiunto le 17 variabili, a conferma della complessità del tema.

Ho però cercato di rassicurare i presenti che non tutti i problemi riguardano necessariamente tutte le aziende, ma una sana disamina di questi fattori costituisce senz’altro una sorta di vaccinazione per il futuro.

L’intenzione dell’esposizione era infatti più volta alla prevenzione che alla cura, come se gli elementi discussi fossero

dei validi anticorpi per affrontare le fasi di passaggio tra una generazione di family business e l’altra.

La psicologa Cristina Castelli, che ha parlato dopo di me, ha toccato molti aspetti “sensibili”, dalle sovrapposizioni eccessive tra famiglia e azienda alla delicata scelta dell’”erede”, alla sindrome “dopo di me il diluvio” che colpisce molti imprenditori senior al momento del passaggio generazionale.

Una valida conclusione è venuta, infine, dall testimonianza diretta di Stefano Colombo (che è anche parte del nostro team) in qualità di giovane imprenditore della Brianza, terra ricca di sfumature significative (positive quelle legate alla determinazione e all’impegno, meno quelle caratterizzate da chiusura e logiche di clan) in grado di influire molto sul transfert generazionale in azienda.

Al servizio dell’azienda di famiglia.

gennaio 3, 2008

Buongiorno a tutti.

Azienda di Famiglia: un patrimonio italiano di incredibile ricchezza.

Questo è l’argomento di cui si parla qui, con i nostri articoli e i vostri commenti.

Tutti sono invitati a partecipare, in uno scambio di opinioni e informazioni che rimarrà sempre disponibile su queste pagine.

A questo dialogo, noi di Cerif contiamo di offrire buoni stimoli: quelli che ci derivano dallo studio costante di questo mondo, attraverso migliaia di casi.

Gli argomenti in agenda sono molti (come si vede dall’elenco qui a destra), gli aggiornamenti previsti molto frequenti, perciò… saremo al vostro servizio in molti modi, sempre nuovi.

[E se non volete avere l'impegno di collegarvi al sito per seguirci, i nostri articoli possono raggiungervi via e-mail.
Basta cliccare qui a destra, sotto "aggiornamenti gratuiti" e inserire il proprio indirizzo e-mail].

In sintesi, ecco la missione di questo sito, la “bussola” che orienterà i nostri passi:

VALORIZZARE L’IMPRESA DI FAMIGLIA
con STRUMENTI PRATICI e INDICAZIONI UTILI
PER COGLIERE LE OPPORTUNITA’ E RISOLVERE I PROBLEMI.

Risolvere i problemi… che si creano quando le dinamiche virtuose si inceppano.

Sapete che dai nostri studi su oltre 1600 casi emerge che la gran parte delle situazioni critiche nasce sempre dalle stesse situazioni?

Parliamone…


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.